Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma
Fedez e Chiara Ferragni a Roma

È guerra aperta tra i Ferragnez e alcuni esponenti politici di estrema destra, su tutti la deputata Giorgia Meloni. Il brutale omicidio di Willy Monteiro, infatti, ha scatenato una serie di attacchi e repliche che hanno attirato l’attenzione del popolo del web. Proprio su Instagram, infatti, Chiara Ferragni alcuni giorni fa aveva espresso la sua opinione sul tragico episodio di Colleferro, prendendo un posizione netta.

«Il problema lo risolvi cambiando e cancellando la cultura fascista», ha scritto la fashion blogger, «sempre resistente in questo paese». Un pensiero al quale si è sentita in dovere di rispondere subito proprio l’onorevole Meloni: «A me pare che sia colpa della cultura effimera», ha detto la leader di Fratelli d’Italia al quotidiano La Verità. «Quando l’obiettivo massimo diventa comprarsi un paio di scarpe da mille euro».

Un frecciatina velata alla coppia di influencer, prima dell’affondo inequivocabile: «Mi chiedo perché Fedez e Chiara Ferragni non promuovano una bella campagna contro la diffusione della cocaina tra i giovani». La replica del rapper milanese non si è fatta attendere: sul suo profilo Twitter, infatti, ha accostato la frase di Giorgia Meloni alla notizia di un assessore comunale di Fratelli d’Italia sorpreso a comprare droga».

«È tutto bellissimo», ha concluso ironicamente il cantante. Che si è poi dovuto difendere dalle contro-offensive di alcune personalità della destra: prima il senatore Giovanbattista Fazzolari ha accusato i Ferragnez di aver «un disperato bisogno di apparire» e di «aver finito le foto dei fondoschiena», poi una coordinatrice romana di CasaPound – Carlotta Chiaraluce – ha collegato «il vuoto culturale» con la «cultura da influencer».

La stessa Chiaraluce ha mostrato la copertina di un fumetto antifascista«Quando c’era lui» – con raffigurato Mussolini a testa in giù. «Ai Ferragnez, che comprano questi libri di dubbio gusto, faccio notare che quando c’era lui i giovani facevano la leva obbligatoria, certi programmi sono nati post ’68». Osservazione al quale Fedez ha risposto piccato: «Quindi quando c’era lui non vi erano modelli culturali sbagliati?».

«Attendo una risposta chiara e decisa come solo voi, “fascisti del terzo millennio”, sapete fare». Insomma, il dibattito resta aperto e – presumibilmente – non si fermerà qui.

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Source: Vanityfair